Cuore e pressione: i consigli del cardiologo per l’estate

Con l’estate il caldo e l’afa possono diventare dei veri e propri nemici, soprattutto per i pazienti cardiopatici. Come è possibile gestire la situazione in sicurezza? Basta rispettare alcuni fondamentali accorgimenti. Abbiamo chiesto consiglio al Dottor Giuseppe Marazzi, Cardiologo e Responsabile di Branca presso il Poliambulatorio Specialistico San Raffaele Termini.


Con il caldo che cosa accade al nostro corpo?

“L'ipertensione arteriosa è una condizione clinica caratterizzata da un persistente aumento della pressione del sangue nelle arterie. Le temperature ambientali sono tra le condizioni che maggiormente influenzano la pressione arteriosa sia nei soggetti normotesi sia in quelli ipertesi. L’aumento della temperatura comporta vasodilatazione che tende a far ridurre la pressione.

La differenza è in media di 5 mmHg tra inverno ed estate e risulta più elevata nei soggetti anziani. Per la comparsa di sintomi dovuti ad abbassamento della pressione durante il periodo estivo è opportuno un più attento controllo della pressione ai primi caldi in modo da poter, se necessario, modificare la terapia quanto prima evitando i sintomi da ipotensione (stanchezza, sonnolenza, giramenti di testa, ecc)”.

 

Il cuore come reagisce?

“Al cuore, il caldo non provoca conseguenze dirette. Tuttavia la maggiore perdita di liquidi tramite il sudore, se non adeguatamente reintegrato, provoca abbassamento di pressione che a sua volta provoca una aumento dei battiti cardiaci, e quindi un maggior lavoro per il cuore, per compensare almeno parzialmente la riduzione della pressione”.

 

Quali sono i soggetti più a rischio?

“I bambini e gli anziani sono i soggetti che possono maggiormente subire le conseguenze del caldo. Per quanto riguarda persone che sono affette da patologie cardiovascolari sicuramente gli ipertesi e i pazienti con insufficienza cardiaca sono quelli che possono maggiormente risentire del caldo e che necessitano di un maggior controllo della pressione arteriosa e del peso corporeo per decidere, in accordo con il medico curante, come gestire la terapia farmacologica che stanno assumendo”.

 

Coloro che assumono già farmaci per il cuore devono modificare le terapie in vista dell’estate? Quali sono i primi sintomi che dovrebbero far allertare?

“No, però è opportuno monitorare maggiormente la pressione arteriosa. In caso di riscontro di valori pressori ipotensivi o soprattutto sintomi (i più frequenti stanchezza, giramenti di testa, sonnolenza, facile affaticabilità nelle abituali attività quotidiane) è bene contattare il medico curante per ottimizzare la terapia farmacologica in atto”.

 

Quanto incidono l’idratazione e l’alimentazione?

“L’idratazione e una corretta alimentazione incidono in modo rilevante sugli effetti del caldo sul nostro corpo. Se normalmente dobbiamo bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno, considerando che con le temperature più calde si suda/traspira di più, è opportuno incrementare l’idratazione per quanto è aumentata la perdita di liquidi.

È sempre bene considerare che pazienti con insufficienza cardiaca e/o con insufficienza renale hanno necessità di assunzione di liquidi diverse dalle persone che non soffrono di tali patologie e per tali pazienti è bene stabilire l’assunzione dei liquidi in accordo con il medico curante.

Una alimentazione in cui il contenuto è ricco di liquidi e minerali (per esempio frutta e verdura) è consigliabile  sempre e ancor più nel periodo estivo in cui tali componenti si perdono maggiormente con il sudore. Anche in questo caso in pazienti con particolari patologie (ad esempio diabete, insufficienza renale, insufficienza cardiaca, ecc) è opportuno confrontarsi con il medico curante per la corretta assunzione delle quantità di tali alimenti”.

 

L’attività fisica è sconsigliata?

“L’attività fisica non intensa è sempre consigliata per tutti i soggetti e ancor più per i cardiopatici in ogni momento dell’anno. Tuttavia, nel periodo estivo, è opportuno evitare l’attività fisica nelle ore più calde, prediligendo le ore più fresche (nelle prime ore della mattinata e nelle tardo pomeriggio).

È opportuno evitare l’attività fisica intensa, salvo si tratti di soggetti sani, in ambienti condizionati e supportati da preparatori atletici”.

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